La teologia del C.E.P.U./3

La terza parola che vorrei proporre tra le motivazioni di uno studente cristiano che si accinge a vivere un nuovo anno accademico è purezza. Si tratta di una parola antica che richiama sensi che da un lato sembrano persi in quanto appartenenti a culture sacrali, della separatezza, e delle cerimonie della non contaminazione e dall'altro la stessa parola richiama scenari di sterilizzazione di igiene e di lotta a nemici invisibili nell'era delle pandemie vere, fasulle o indotte.

Questa parola però, quando l'associo alla condizione giovanile, mi fa venire in mente una casetta di Perugia, dove qualche anno fa una giovane studentessa inglese ha perso la vita, Meredith Kercher. Ve la ricordate? Quell'episodio drammatico ha portato alla luce, solo parzialmente, un universo che tutti noi che siamo nell'UNI conosciamo molto bene. Si tratta di un mondo che accende le sue luci, quando si spengono le luci dell'impegno dell'intelligenza, ma anche le luci delle sedi e dei palazzi degli Atenei. È un mondo che conosce un serpentone di luoghi, di anfratti, di bugigattoli, di odori, di birra e alcolici, di contatti fisici senza distinguo, degli orgogli di genere, delle polveri bianche e dei corpi che non si possiedono più e delle pasticche. È anche il regno del satanico; non certo perché il sesso la fa da padrone; Satana lavora anche nell'ascetismo. È il regno del satanico perché la regola è il superamento delle regole e questa, come sappiamo, è l'attività più sentita e più redditizia del grande tentatore.

Ma la purezza non è solo un fatto di contatto fisico; è prima di tutto nella mente o, come si espresse Gesù, di cuore (perché è al cuore che egli raccomanda di essere puro, Mt 5:8) . Si può essere impuri nei post su Facebook .... Perché non adottiamo una regola, una sorta di deontologia dello studente GBU su Facebook? Niente più post, video, giochi strani che contengono parolacce, imprecazioni, termini scurrili. Ci state? E soprattutto: cancelliamo dalla nostra mente l'impurità che ci porta ad attentare alla purezza altrui. Questa universo che nell'UNI si accende, lo ripeto, quando si spegne l'intelligenza, soprattutto quella che dovrebbe rispondere alla chiamata e sentirsi spronata dal desiderio di diffondere il vangelo è uno spettro che ci insidia. Intanto tiene schiavi i nostri amici, le nostre amiche.

L'apostolo Paolo in 1 Corinzi 6 si sofferma a lungo su queste tematiche (lo scenario non è la relazione sessuale in se e per se, ma la relazione sessuale distorta). E arriva alla sconvolgente affermazione che esiste un peccato contro il proprio corpo. Ma come, la sublimazione dei sentimenti e delle emozioni (quante volte sotto il volto di queste due realtà, sentimenti ed emozioni, ripulito da una certa psicologia spicciola e popolare non si nascondono altro che gli istinti più bestiali), quella sublimazione che sembra far così bene al nostro corpo, è in realtà un volergli male.

Nel Nuovo Testamento, poi, tutti ricordiamo gli accorati appelli di Paolo rivolti al giovane Timoteo. Possiamo pensare, credere ed esserne convinti che essi si rivolgano anche alla nostra condizione studentesca? Nei confronti dei nostri amici ... e nei nostri gruppi, dove Satana non vuole far altro che insediare la relativizzazione di un tema forte come questo.

Cito, in conclusione, il Dizionario Biblico GBU e poi vi segnalo una lettura che sicuramente vi farà del bene, come lo ha fatto a me. Prima il Dizionario: «La purezza è allora lo spirito di rinuncia e di ubbidienza che porta a sottomettere a Cristo ogni pensiero, sentimento e azione. Essa inizia interiormente e si estende esteriormente a ogni sfera dell'esistenza, purificando tutti i centri vitali e controllando tutte le espressioni del corpo e dello spirito.»

La lettura. Se ne avete la possibilità, leggete il nuovo libro di Edizioni GBU dal titolo estremamente indicativo: Vincolo santo. E se Dio avesse voluto il matrimonio non tanto per farci felici quanto per renderci santi? Ovviamente in gioco non c'è solo il matrimonio.
Conservatevi puri dal mondo!

10 November 2009
G.Carlo Di Gaetano (DiRS GBU)